Dallo scorso gennaio potete trovare Ylenia e Agnese nelle due comunità di Arché, rispettivamente in Casa Accoglienza e CasArché. Sono le due ragazze che hanno scelto di fare il percorso di Servizio Civile con noi e, ad alcuni mesi dal loro inizio, abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di porre loro qualche domanda per conoscere meglio loro e l’esperienza che stanno vivendo. Ecco le risposte di Agnese, quelle di Ylenia le trovate qui.

Ciao Agnese, come hai conosciuto Arché?

Tramite un’amica che faceva già la volontaria in Arché.

Cosa ti aspetti da quest’anno di Servizio Civile?

Direi che mi aspetto tante cose ma allo stesso tempo non so cosa aspettarmi. Mi aspetto innanzitutto di uscirne arricchita, perché penso che nel momento in cui incontriamo, entriamo in relazione con persone nuove sia un arricchimento e questa esperienza direi che si basa sull’entrare in relazione con gli altri, che siano mamme, bambini o operatori.

Mi aspetto di arrivare alla fine di questo percorso con maggiore consapevolezza su temi e argomenti che magari fino a questo momento erano per me scontati o poco chiari. Allo stesso tempo pero mi sto già rendendo conto, in questo primo periodo, che molte cose vanno ben oltre le mie aspettative, in positivo ovviamente, e quindi penso sia giusto vivere questa esperienza lasciandosi coinvolgere più che aspettando qualcosa.

In cosa consiste il tuo servizio?

Quello che faccio principalmente è essere di supporto per gli educatori che lavorano in comunità.

Andare a prendere un bambino all’asilo se la mamma non può farlo, accompagnare una mamma per una commissione o ad una visita medica, fare maggiormente attenzione ai bambini che rimangono in comunità quando le loro mamme sono fuori. Questi sono solo alcuni esempi pratici, ma mi sento di dire che ogni giorno in comunità è diverso e quindi quello che c’è da fare può cambiare continuamente.

Inoltre le necessità in comunità non sono solo così pratiche, potrebbe esserci una mamma, un bambino che sta passando una giornata, un momento difficile allora io posso provare, sempre aiutata dagli educatori, di essere più presente per quella mamma, per quel bambino o per entrambi, cercando di andare incontro ai loro bisogni. Quindi direi che essere un aiuto per gli educatori è quello che meglio descrive questo servizio civile.

Che cosa ti ha sorpreso di questi primi mesi?

Penso che la cosa più sorprendente siano le persone. In particolare quello che mi ha stupita maggiormente è come già dopo un mese i bambini, ma soprattutto le mamme, mi permettano di stare con loro in modo significativo. Un modo che va oltre un semplice saluto o uno scambio di battute.

Aggiungerei che questa sorpresa riguarda anche la considerazione ricevuta da parte dell’équipe, quando ho iniziato sicuramente la mia idea era quella di avere un ruolo molto più marginale, e non di essere considerata e accolta come invece è accaduto già dopo un mese. Quindi in generale direi che quello che mi ha sorpresa, positivamente, è l’essere entrata in relazione con le persone in un tempo relativamente breve, pensavo mi ci sarebbe voluto molto più tempo.

Se il tuo servizio svolto finora fosse una serie tv famosa, un film, una canzone o un libro che titolo avrebbe?

Up&Up dei Coldplay.

 

Hai un consiglio da dare al tuo eventuale successore del 2020?

Consiglierei prima di tutto di ricordare che sta entrando nella vita e praticamente nella casa di altre persone. Quindi mi sento di dire: “Fallo con rispetto e gentilezza, in punta di piedi, senza mancare mai di rispetto, senza essere invadente, rispettando i tempi di tutti, anche i tuoi. Però allo stesso tempo non stare in disparte per troppo tempo, osserva le cose inizialmente, cerca di capire i tempi e gli spazi in cui puoi inserirti ma lasciati coinvolgere, altrimenti non avrà senso quello che stai facendo. All’inizio ti potrà sembrare di entrare in un vortice in cui è difficile tenere insieme i pezzi, ma tu chiedi, fai domande su domande, gli educatori spesso non hanno tempo, o meglio essendo veramente indaffarati non ricordano di spiegarti perché fanno o dicono qualcosa, perché devi fare questo piuttosto che quello ma avranno sempre tempo e voglia per rispondere alle tue domande. Tieni bene in mente che non sei solo, ma circondato e supportato da un’equipe a cui puoi fare sempre riferimento“.

Duetto con Alessandro Mahmood o Claudio Baglioni?

Mahmood.

Un insegnamento che hai appreso guardando la saga di Harry Potter?

Mai aspettarsi che le cose vadano come previsto, il finale di una storia può essere alquanto imprevedibile.

Ippopotamo o struzzo? Chi vorresti come partner per una pattinata sul ghiaccio?

Ippopotamo.

Grazie Agnese, buon proseguimento di servizio!