Uno degli obbiettivi che ci siamo posti per la Corte di Quarto è quello di riuscire a connotarla come realtà di Quarto Oggiaro: in termini di scelte architettoniche crediamo che l’edificio abbia una certa personalità e che possa andare ad aggiungere riconoscibilità al frammento della periferia milanese che ci ospita, comunicandone lo spirito di solidarietà, accoglienza e rispetto. Che è poi il criterio che ci ha guidato nella scelta del nome e del pay-off: luogo di bene comune. Non è l’unico luogo di bene comune a Quarto ma a suo modo è unico nel nostro quartiere.

Non è la Corte di Arché, ma è la Corte di Quarto.

La Corte di Quarto non accoglierà soltanto i nuclei mamma bambino di CasArché, Casa Accoglienza e degli appartamenti e progetti di semiautonomia, ma sarà aperta a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco in nome della convivenza solidale che puntiamo a creare all’interno della Corte.

La Corte di Quarto indosserà i volti di chi la abiterà, tingendosi di mille colori.

Il fulcro del progetto è proprio la costruzione di una comunità, capace di integrazione culturale e inclusione sociale, e l’ambiente più rappresentativo di tutto ciò sarà costituito dallo spazio polivalente della Corte di Quarto, al piano terra.

Punto di unione e allo stesso tempo luogo di incontro, lo spazio polivalente avrà lo scopo di consolidare nella Corte di Quarto l’intenzione di un percorso di accoglienza sociale, di passaggio continuo, un percorso in cui c’è sempre un pezzetto da fare, che non è mai l’ultimo. Coinvolgendo gli inquilini, ovvero le mamme, i bambini, i volontari e gli animatori, nella creazione e nello sviluppo delle attività ludiche e terapeutiche che avranno bisogno dell’aiuto di tutti quanti!

Ce li immaginiamo già i piccoli (e grandi!) ospiti della Corte pronti a lanciarsi in tantissimi derby con i “cugini” di CasArché.

Alla fine, è forse questo l’obbiettivo che ci sta più a cuore quando si parla di Corte di Quarto: che la convivenza e la solidarietà possano essere anche responsabilità diffusa, dove i piccoli gesti di ognuno collaborino al bene di tutti. Perché, alla fine, è proprio questo il potere delle relazioni: “Si sta vicini per rigenerare e non per ripetere il mondo che già c’è”, per citare il motto dell’Arché Live 2019.

Ormai manca veramente pochissimo. Il traguardo è dietro l’angolo e noi siamo pronti a tagliarlo!