Quando una persona mette piede nel cantiere di CasArché vede all’opera lavoratori che collaborano ad erigere ben più che pareti in muratura. Quello che desideriamo costruire è un luogo di bene comune, come recita il payoff. Uno spazio accogliente dove il volontariato si unisce al lavoro e diventa vera e propria volontà di adoperarsi, di mettersi in gioco, di percorrere, insieme e da soli, un sentiero di cittadinanza solidale.

Una sensazione da brivido sulla schiena, che renda CasArché come ricoperta da uno splendore insolito, spontaneo, vivace. Se ci si concentra, se ne può quasi sentire il profumo.

Com’è il profumo di CasArché? È un mix di pittura fresca sui muri, dell’aria pulita che si respira nel cortile, è l’odore dei fiori. E CasArché ha una voce, la si può udire passando dal cantiere. È composta dal canto degli uccelli, dal rumore del lavoro degli operai, degli architetti, ma è anche il silenzio della pace che circonda l’edificio.

Un profumo, una voce, ma anche dei colori luminosi: non soltanto fuori, ma anche all’interno dell’edificio, su tutti i muri, le pareti, i soffitti.

l'arcobaleno di colori di ogni stanza

l’arcobaleno di colori di ogni stanza

Una bella idea l’ha avuta padre Giuseppe qualche giorno fa: perché non fare in modo che ogni stanza, unita alle altre, formi un arcobaleno? Sarebbe straordinario riuscirci, pensate che allegria! Come fare?

I nostri architetti hanno predisposto una tavolozza di colori, ognuno dei quali non solo sarà il colore delle pareti di ogni camera da letto, ma darà il nome alla relativa stanza. Ve li immaginate i bambini dire allegramente: “Sono nella sala gialla!” oppure: “Mi trovi nella cameretta azzurra”?

E, quando le porte delle stanze saranno tutte chiuse, il colore sarà presente nel corridoio dell’edificio: davanti a ogni camera apparirà la cromia corrispondente: tante strisce di colore arcobaleno, utili a riconoscere le varie sale e capaci di rendere la casa inconfondibilmente vivace.